RUBNER GRANDI STRUTTURE E SOCIAL HOUSING, LA SFIDA DEL MULTIPIANO CON STRUTTURA IN LEGNO ARRIVA A MESSINA
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Dalla crisi dell’accessibilità abitativa alla nuova edilizia industrializzata: i progetti Fondo Basile e Fondo Saccà portano in Sicilia un modello costruttivo che unisce prefabbricazione, velocità, sostenibilità e sicurezza antisismica

Se in Europa l’accessibilità abitativa è ormai una delle principali sfide per le città, il tema non riguarda soltanto la disponibilità di nuovi alloggi, ma anche la capacità di realizzarli in tempi più rapidi, con processi costruttivi efficienti e standard elevati di qualità e sicurezza. In questo scenario si inserisce l’esperienza di Rubner Grandi Strutture, impegnata a Messina nella realizzazione di due interventi di edilizia sociale multipiano con struttura in legno.
Il primo progetto, in corso di realizzazione nell’area di Fondo Basile, prevede la costruzione di 60 nuovi alloggi distribuiti su edifici di quattro piani, in una zona precedentemente occupata da una baraccopoli. Il secondo intervento, appena avviato a Fondo Saccà, riguarda invece 32 alloggi distribuiti su due edifici di quattro piani ciascuno.
I due cantieri rappresentano un’applicazione concreta di sistemi costruttivi basati sulla prefabbricazione e sull’impiego di strutture in legno anche nell’edilizia residenziale sociale, con l’obiettivo di rendere più efficienti le diverse fasi di realizzazione e rispondere alle esigenze di un settore chiamato a confrontarsi con tempi, costi e qualità del costruito.
L’ACCESSIBILITÀ ABITATIVA È LA SFIDA EUROPEA
La scelta arriva in un momento in cui l’emergenza abitativa è al centro delle politiche europee. Secondo la Commissione europea, negli ultimi dieci anni i prezzi delle abitazioni nell’UE sono aumentati di oltre il 64%, mentre gli affitti sono cresciuti di oltre il 21%[1]. Nel 2024, mediamente, le famiglie europee hanno destinato il 19% del proprio reddito disponibile alla casa; per le persone a rischio di povertà la quota è salita al 37%[2]. E nel 2025 la pressione è proseguita, con prezzi delle abitazioni in crescita del 5,5% e affitti del 3,2% nell’UE[3].
È in questo scenario che il social housing torna al centro delle politiche europee e nazionali. Nel dicembre 2025, la Commissione europea ha presentato il primo European Affordable Housing Plan, riconoscendo nell’accessibilità, nella disponibilità e nella qualità delle abitazioni una delle sfide più urgenti per l’Europa.
In Italia il problema assume caratteristiche ancora più delicate. Secondo la Commissione europea, nel 2024 in Italia il 24,1% delle famiglie viveva in affitto. La quota saliva al 63,7% tra le famiglie con un reddito inferiore al 60% di quello mediano; inoltre, quasi un affittuario su cinque (19,4%) era sottoposto a un sovraccarico dei costi abitativi[4].
COSTRUIRE PIÙ VELOCEMENTE: IL MULTIPIANO IN LEGNO CAMBIA IL CANTIERE
È proprio dalla necessità di aumentare l’offerta abitativa che diventa interessante guardare anche all’evoluzione dei sistemi costruttivi.
Il legno sta progressivamente ampliando il proprio ruolo nell’edilizia contemporanea. Grazie a sistemi come il CLT – Cross Laminated Timber e il legno lamellare, il legno può essere impiegato nella realizzazione di edifici multipiano, integrandosi in sistemi ibridi con acciaio e calcestruzzo e rispondendo a esigenze strutturali, architettoniche e di sicurezza sempre più complesse.
Ma il vero cambiamento riguarda il processo.
“La costruzione in legno consente di portare una parte significativa della produzione fuori dal cantiere, – spiega Nicola Agnoli, CEO di Rubner Grandi Strutture. – Pareti ed elementi strutturali vengono progettati e prefabbricati in stabilimento e arrivano in opera pronti per essere assemblati. Il cantiere cambia così natura e diventa, almeno in parte, il luogo nel quale un sistema progettato industrialmente viene montato secondo una sequenza prestabilita”.
Il cantiere cambia così natura e diventa, almeno in parte, il luogo nel quale componenti prodotti industrialmente vengono assemblati secondo una sequenza prestabilita. Questo consente di ridurre le lavorazioni in opera e di rendere più prevedibili i tempi di costruzione, oltre a facilitare il controllo della qualità e l’organizzazione delle diverse fasi.
DAL SOCIAL HOUSING STUDENTESCO ALL’EDILIZIA AGEVOLATA
Prima di arrivare a Messina, Rubner Grandi Strutture ha lavorato su progetti di edilizia residenziale a più piani in diversi contesti europei.
A Bochum, in Germania, il complesso Variowohnen è stato realizzato nell’ambito di un programma pubblico dedicato alla creazione di alloggi a prezzi accessibili. Rubner ha prefabbricato 5.500 metri quadrati di elementi di facciata, comprese 444 finestre, arrivando a installare fino a 450 metri quadrati al giorno. I tre edifici sono stati dotati di un involucro a tenuta stagna in circa tre settimane, con una riduzione dei tempi di costruzione di dieci mesi rispetto al metodo convenzionale.
A Vienna, il progetto B.R.I.O. – Alles auf Schiene comprende 175 alloggi in edilizia agevolata, con diverse tipologie abitative e spazi comuni. La struttura ibrida integra centinaia di elementi in legno lamellare, mentre oltre 9.000 metri quadrati di facciata sono stati prefabbricati in stabilimento, con finestre e protezioni solari già integrate. I primi appartamenti sono stati assegnati nel febbraio 2026.
Esperienze differenti che condividono alcuni elementi comuni: un elevato grado di prefabbricazione, una progettazione integrata e un’organizzazione del cantiere orientata a ridurre le lavorazioni in opera e i tempi di montaggio.
QUANDO IL SISTEMA COSTRUTTIVO ARRIVA A MESSINA
È in questo percorso che si inserisce concretamente il progetto Fondo Basile. Promosso dal Commissario Straordinario del Governo per il Risanamento delle Baraccopoli della Città di Messina, con Invitalia come soggetto attuatore, l’intervento prevede 60 alloggi distribuiti su quattro piani, con superfici comprese tra 45 e 95 metri quadrati, logge protette, posti auto coperti e un parco annesso.
Il progetto architettonico, firmato dallo studio Settanta7, prevede una struttura che integra circa 2.200 metri cubi di CLT, 50 metri cubi di GLT e circa 55.000 kg di acciaio. La progettazione dei nodi strutturali e delle connessioni è stata sviluppata tenendo conto dell’elevata sismicità del territorio.
Anche la logistica ha rappresentato una sfida significativa. I componenti vengono prodotti lungo una filiera che coinvolge l’area di Bressanone e la Germania e devono raggiungere il cantiere siciliano. Sono stati organizzati circa 60 trasporti, predisposto un deposito per lo stoccaggio dei materiali e coinvolti responsabili locali che lavorano in coordinamento con il project manager.
Fondo Basile rappresenta un caso significativo di integrazione tra innovazione costruttiva e digitale. Invitalia, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha selezionato il progetto come best practice per le politiche di transizione digitale nella realizzazione delle opere pubbliche, anche per l’utilizzo avanzato della metodologia BIM. I risultati della sperimentazione saranno condivisi a livello nazionale per contribuire alla digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici.
Limitrofo a Fondo Basile, è stato da poco avviato anche il progetto di Fondo Saccà, promosso da Invitalia per conto del Commissario Straordinario del Governo per il Risanamento delle Baraccopoli della Città di Messina. L’intervento prevede la realizzazione di due palazzine di quattro piani destinate all’edilizia sociale, per un totale di 32 appartamenti di diverse dimensioni, compresi tra 45 e 95 metri quadrati. Gli edifici saranno dotati di logge protette private, cantine e parcheggi pertinenziali e saranno organizzati intorno a una piazza centrale, pensata come spazio pubblico di aggregazione e parte integrante della riqualificazione dell’area.
Anche a Fondo Saccà i piani residenziali avranno una struttura in legno prefabbricata, con circa 1.200 metri cubi di CLT e 25.000 kg di acciaio. Rubner è coinvolta nella progettazione strutturale, nella prefabbricazione degli elementi lignei, nel trasporto e nel montaggio in cantiere. I lavori complessivi sono previsti tra luglio 2026 e aprile 2027, mentre la fase relativa alla struttura in legno si svilupperà tra settembre e dicembre 2026.
[1] https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20260407-1
[2] https://ec.europa.eu/eurostat/web/interactive-publications/housing-2025
[3] https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20260407-1
[4] https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/country-report-italy_en?prefLang=ga&utm